NIS2: la compliance passa dalle competenze.


La Direttiva NIS2, arrivata in Italia con il D.Lgs. 138/2024, entra nella sua fase decisiva nel 2026. Non si parla più di pianificazione o adempimenti formali: da quest’anno, le organizzazioni coinvolte devono dimostrare capacità operative reali nella gestione della cybersecurity.
Governance, gestione del rischio, continuità operativa e risposta agli incidenti non possono più essere solo documentate: devono funzionare, essere testate e sostenute da persone competenti e formate.
Le scadenze che rendono la formazione indispensabile.

Il calendario NIS2 rende evidente un punto chiave: senza competenze adeguate, la compliance non è possibile.
- Gennaio 2026
È attivo l’obbligo di notifica degli incidenti significativi allo CSIRT Italia entro 24 e 72 ore.
Questo richiede personale in grado di riconoscere, classificare e gestire correttamente un incidente. - 31 ottobre 2026
Tutte le misure di sicurezza di base devono essere operative: gestione incidenti, supply chain security, crittografia, formazione del personale e continuità operativa. - Aggiornamento annuale ACN
Le informazioni devono essere mantenute aggiornate sul portale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, a conferma di un presidio continuo e strutturato.
NIS2: tecnologia sì, ma soprattutto persone

La normativa distingue tra Soggetti Essenziali e Soggetti Importanti, ma il denominatore comune è uno solo:
la sicurezza non è più solo una questione tecnologica, bensì organizzativa e culturale.
Le misure obbligatorie, dalla gestione degli incidenti alla sicurezza della supply chain, richiedono:
- ruoli chiari,
- processi strutturati,
- formazione continua per figure tecniche, operative e manageriali.
Senza competenze aggiornate, il rischio non è solo l’incidente, ma l’impossibilità di dimostrare la conformità.
La formazione come leva di compliance (e di resilienza)
Investire in corsi di cybersecurity mirati alla NIS2 consente alle aziende di:
- ridurre il rischio di errori nelle notifiche e nella gestione degli incidenti;
- supportare concretamente figure chiave come il Referente CSIRT;
- dimostrare all’autorità di vigilanza un approccio strutturato e consapevole;
- ridurre l’esposizione a sanzioni fino a 10 milioni di euro o al 2% del fatturato.
La NIS2 introduce anche la responsabilità diretta del management: la formazione non è più un’opzione, ma una misura di tutela per l’azienda e per i suoi vertici.
In conclusione
Il 2026 è l’anno della prova dei fatti.
Le organizzazioni compliant non saranno quelle con più documenti, ma quelle con persone formate, processi chiari e capacità di risposta reale.
In questo scenario, la formazione in cybersecurity non è un costo, ma uno degli strumenti più efficaci per:
- raggiungere la compliance NIS2,
- rafforzare la resilienza operativa,
- proteggere il business nel medio-lungo periodo.
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